e sto zitto, pensando a Marino

mi srto dedicando alla lettura di alcuni testi molto interessanti, in particolare il saggio di Buchanan dal titolo Previsioni. E’ un saggio scritto da un fisico che si occupa anche di economia e che da tutti gli elementi anche teorici per spiegare come le premesse della teoria economica neo classica siano totalmente errate e come l’uso di modelli alternativi siano necessari per cercare di mettere un pò di ordine nei fatti economici. Ne parlerò una volta finito il saggio.

Ma il rumore di fondo rimane l’ inchiesta romana e le sue conseguenze politiche. Avendo sin dai primi attacchi portati al sindaco, difeso Marino quel che mi chiedo è cosa più giusto sia fare. La richiesta di dimissioni, da più parti richieste, non si possono scartare semplicemente sulla base che a richiederle sono forze che dovrebbero stare in silenzio, penso a Berlusconi ( ma vogliamo anche ricordare che l’agibilità politica di Berlusconi è oggi data dal suo rapporto con Renzi?). In una situazione di tale degrado e sospetti la cosa più semplice per Marino sarebbe richiedere nuovi elezioni per potersi presentare con una nuova classe politica. Ma sarebbe davvero possibile una campagna elettorale in cui si possa discutere del merito dei problemi e che metta in campo una politica capace di rinnovarsi? Credo che sarebbe molto difficile, il rischio è che una politica ancora fortemente dominata da interessi, da sottogoverno, da giochi esterni ai problemi della città, porterebbe ad una situazione anche peggiore. Contro questa affermazione si potrebbe dire che questo vuol dire non credere nella democrazia, nella capacità dei cittadini elettori di individuare la giusta alternativa. Il discorso sarebbe lungo ma io credo che la democrazia non stia tutto e solo nell’atto del voto ma sopratutto nella capacità di contribuire e di partecipare. Partendo da quest’ultima affermazione credo che difendere Marino voglia dire chiedere che la sua amministrazione diventi processo di creazione di momenti di forte partecipazione e di controllo. Bisogna far sì che cittadini che vogliano direttamente essere coinvolti e che sappiano ed abbiano gli strumenti per verificare e controllare atti del comune siano parte dell’attività politica della giunta. Se Marino sarà capace non solo di mantenere un attività indipendente ma anche di aggregare ed aprire a forme nuove anche di partecipazione allora vorrà dire avere fatto di questa occasione un’ occasione di rilancio della politica. Se invece tutto rimarrà come prima si sarà persa un altra occasione. Per semplificare, non è un pò strano che la cooperativa avesse tutti quei finanziamenti e nessuno abbia controllato la congruità ed il modo di elargizione. Ecco magari ci possono essere dei cittadini che possono spulciare situazioni simili e mettere in allarme il Comune che poi procederà a verifiche, si chiamerebbe democrazia partecipativa

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